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Il parlamento dovrebbe pronunciarsi sulla problematica del "too big to fail" prima delle elezioni federali che si terranno in ottobre. È quanto ha auspicato, in un'intervista alla "Mittelland-Zeitung" in edicola oggi, la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, secondo la quale è ora di affrontare in aula la regolamentazione delle grandi banche UBS e Credit Suisse circa rischi ed esigenze di capitale.

Nella stessa intervista, la consigliera federale ha respinto al mittente le critiche di coloro che giudicano eccessive le proposte di regolamentazione per quelle società il cui fallimento rischia di mettere in ginocchio l'economia di un intero paese.

Per Widmer-Schlumpf è importante che siano gli stessi parlamentari che hanno deciso di salvare UBS nel 2008/09 ad esprimersi su queste misure. La ministra teme infatti che il nuovo parlamento che uscirà dalle urne di ottobre non abbia la stessa sensibilità sul tema.

Il mondo politico è tutto sommato d'accordo nell'obbligare le banche ad innalzare i mezzi propri, affinché lo Stato non debba intervenire finanziariamente in caso di crisi. La proposta legislativa del governo, che si basa sulle raccomandazioni elaborate da un gruppo di esperti, prevede di innalzare fino al 19% i mezzi propri per le grandi banche, un livello superiore a quanto si pensa di fare all'estero. La procedura di consultazione sulla legge si concluderà in marzo.

Ieri il CEO di UBS Oswald Grübel ha criticato le proposte del Consiglio federale. Nell'intervista, Widmer-Schlumpf ha ribadito che le grandi banche sono state coinvolte nel gruppo di esperti.

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SDA-ATS