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11/9: cervello stragi, mi pento per male che ho fatto

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 settembre 2010 - 13:22
(Keystone-ATS)

NEW YORK - In un messaggio in cui sembra far mea culpa per le sue malefatte, il cervello delle stragi dell'11 settembre, detenuto a Guantanamo, Khalid Sheikh Mohammed scrive: "Lode ad Allah. Cerco il suo aiuto e il suo perdono e cerco rifugio in lui dal male dentro di noi e dalle nostre cattive azioni".
Il messaggio, assieme a una foto inviata da Mohammed ad alcuni parenti lo scorso giugno, è stato pubblicato dal "Daily Mirror" e dal "Daily" "Telegraph" a pochi giorni dal nono anniversario degli attentati contro Washington e New York. Nella foto il terrorista appare sereno e dimagrito di circa 20 chili, con una copia del Corano in mano.
Il cervello delle stragi, arrestato in Pakistan nel 2003 e sottoposto per 183 volte alla tortura del waterboarding, è tuttora detenuto a Guantanamo perché i piani per processarlo negli Stati Uniti sono finiti in un limbo giuridico dopo la marcia indietro dell'Amministrazione Obama sul processo a New York.

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