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Un attentato suicida con auto-bomba a Mogadiscio, in Somalia, il primo ottobre 2016

Keystone/EPA/SAID YUSUF WARSAME

(sda-ats)

A livello mondiale, ed in particolare in Medio Oriente, il 2016 è stato un anno record sia per il numero complessivo di attacchi suicidi (469) sia per l'entità delle vittime causate (5.650 morti e 9.480 feriti).

Lo afferma il Centro di studi strategici Inss di Tel Aviv in un rapporto secondo cui la maggior parte di questi attacchi vanno attribuiti allo Stato islamico (Isis) e ai suoi affiliati (322); seguono Boko Haram (53) e i Talebani (39).

Le donne kamikaze sono state 77, per lo più in Nigeria e Camerun. In Europa il Paese più colpito nel 2016 e' stata la Turchia che ha subito 21 attentati suicidi (12 da parte di terroristi curdi, nove dell'Isis). Due altri attentati suicidi sono avvenuti in Europa: uno in Germania, l'altro in Belgio; diversi altri ancora sono stati sventati tempestivamente dai servizi di sicurezza europei.

''Alla luce delle perdite territoriali già patite dallo Stato islamico e degli sforzi internazionali di espellerlo dalle zone ancora sotto suo controllo - scrivono gli autori dello studio Ilana Kricheli, Yotam Rosner, Yoram Schweitzer e Aviad Mandelboim - il terrorismo suicida sarà a quanto pare un elemento chiave per l'Isis per consolidare la propria immagine di invincibilità, per creare un deterrente nei confronti dei suoi nemici e per vendicarsi delle attività internazionali lanciate contro di lui''. I gruppi terroristici alleati ad esso cercheranno pure, secondo le previsioni dell'Inss, di moltiplicare gli sforzi per condurre attacchi terroristici di massa.

SDA-ATS

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