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30 indagati a Como per traffico di 5 tonnellate d'oro

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 ottobre 2010 - 12:40
(Keystone-ATS)

MILANO - Un giro illecito di metalli preziosi, oro soprattutto, fra Italia e Svizzera per cinque tonnellate: è quanto la Guardia di Finanza comasca ha contestato, in una indagine portata avanti negli ultimi due anni, a una trentina di persone indagate a vario titolo di contrabbando, associazione per delinquere, riciclaggio e commercio abusivo di oro. È quanto scrive oggi, in un articolo, il quotidiano 'La Provincia di Como'.
Coinvolti - secondo gli investigatori - 'spalloni' comaschi e imprenditori e aziende di Chiasso, Mendrisio, Balerna, Cavenago, Brianza, Milano, Genova, Roma, Arezzo e Valenza Po. Sono stati sequestrati quasi 150 kg di oro e oltre 270 mila euro in contanti.
Secondo la Procura di Como, al centro delle indagini non c'è solo oro importato clandestinamente dalla Svizzera ed entrato nei cicli produttivi in Italia, ma anche oro acquistato nella vicina Penisola e poi rientratovi dopo essere stato 'ripulito' e certificato in Ticino.
L'inchiesta condotta dalla Polizia Tributaria di Como è partita da un sequestro risalente al luglio 2008 nei pressi della fascia di confine, e ha finito per coinvolgere contrabbandieri comaschi, imprenditori e aziende ticinesi.
In particolare, i sequestri di metallo prezioso e contanti sono stati effettuati, tra l'altro, a Binasco nel Milanese, al casello di Melegnano sull'Autosole, a Castelnuovo Scrivia (Alessandria), a Milano e al valico italo-svizzero di Bizzarone. Fra le contestazioni anche la frode fiscale.

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