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Una violenta serie di attentati scosse la capitale saudita Riad nel maggio del 2003, quando Al Qaida attaccò con autobomba e armi dei residence per stranieri, uccidendo 39 persone, fra cui diversi cittadini Usa. Oggi un tribunale saudita per quell'attacco terroristico ha condannato a morte cinque persone e altre 37 a pene che variano fra i tre e i 35 anni di reclusione.

Sul sito della Bbc si legge che non sono stati resi noti i nomi dei condannati, ma il sito allnews saudita Sabq ha precisato le cinque sentenze capitali riguardano persone che avrebbero costruito le autobomba. Uno dei condannati sarebbe una guardia carceraria della prigione Al-Hayer che avrebbe dato rifugio a uno dei terroristi e avrebbe partecipato all'assalto al residence.

Quella serie di attentati fu il tentativo più audace di Al Qaida di portare il terrore nel cuore dell'Islam e di destabilizzare l'odiata monarchia "usurpatrice" e "amica" dell'Occidente. Nei successivi tre anni di indagini e repressione le autorità saudite hanno arrestato migliaia di persone. Nel frattempo buona parte di Al Qaida saudita si è spostata nel vicino Yemen, aderendo al cartello Al Qaida nella Penisola Arabica (Aqpa).

SDA-ATS