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A Napoli 1500 tonnellate rifiuti, interviene l'esercito

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 dicembre 2010 - 19:45
(Keystone-ATS)

NAPOLI - L'auspicio di un Natale a Napoli senza rifiuti ha lasciato ben presto il posto alla cruda realtà. Cassonetti stracolmi, sacchetti in strada, gli uomini dell'esercito in azione per evitare il collasso. È questo lo scenario con il quale napoletani e turisti si sono confrontati ieri e oggi.
I napoletani si sono trovati a fare i conti con 1400 tonnellate di rifiuti in strada il giorno di Natale, e con cento tonnellate in più oggi (1500 tonnellate non raccolte). All'alba sono entrati in azione gli uomini dell'esercito: i militari hanno operato una raccolta straordinaria lungo due arterie importanti di Napoli, consentendo il recupero di ulteriori 50 tonnellate di rifiuti. Complessivamente sono stati impegnati dodici mezzi tra camion e pale meccaniche. All'opera gli uomini del Genio e quelli della sanità militare.
In totale, a fine giornata, sono state raccolte tra le 1200 e le 1300 tonnellate di spazzatura, pari al quantitativo prodotto in un giorno. E se Napoli soffre, le cose non vanno meglio in provincia dove le tonnellate per strada sarebbero circa 17.000. Cifre che accendono la polemica politica.
Un cammino difficileIl cammino per rendere la Campania completamente autonoma nel processo dello smaltimento dei rifiuti è ancora lungo. La regione - che produce circa 7200 tonnellate di spazzatura al giorno - ha bisogno di altri due termovalorizzatori oltre a raggiunge più alte percentuali di raccolta differenziata. Per realizzare i due impianti però, come ha più volte ricordato il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, occorrono dai 24 ai 36 mesi. Il primo dovrà sorgere alla periferia di Napoli, il secondo a Salerno. E il 2011 dovrà essere l'anno della svolta, quello dell'avvio dei lavori.
Ma non solo. Servono dai 12 ai 16 mesi per costruire quegli impianti intermedi - come i centri di compostaggio - dove sarà possibile lavorare parte della spazzatura, evitando così di doverla trasferire fuori regione con costi aggiuntivi non modesti. Strutture indispensabili per il compostaggio (quindi per il trattamento della frazione organica) e quindi per incrementare anche la percentuale di differenziata.

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