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L'autorizzazione di abbattere i bovini mentre si trovano al pascolo, che le autorità zurighesi hanno recentemente concesso in via eccezionale a un produttore di carne con il marchio bio, non piace all'Unione professionale svizzera della carne (UPSC).

Per l'associazione non è ammissibile che le condizioni di abbattimento non siano uguali per tutti gli agricoltori.

Dieci giorni fa in una conferenza stampa nella sua fattoria di Forch (ZH), l'allevatore Nils Müller, già vegetariano, ha illustrato il progetto di cui si è fatto promotore assieme all'Istituto di ricerca di agricoltura biologica (FiBL) di Frick (AG).

L'uccisione del capo di bestiame mentre si trova al pascolo con gli altri animali permette di evitare il trasporto in camion, il tempo passato al macello, come pure il contatto con umani e vacche "che non conosce". L'eliminazione di questi fattori di stress non rappresenta soltanto un vantaggio per l'animale, ma anche per la qualità della carne, aveva affermato Eric Meili del FiBL.

L'azienda di Forch può operare in condizioni del tutto contrarie a quelle rigorose richieste a tutti i membri dell'UPSC, ha deplorato Ruedi Hadorn, direttore dell'associazione che rappresenta il settore dell'economia della carne. Contattato dall'ats, ha confermato un'informazione odierna del Blick, che a sua volta ha ripreso una recente pubblicazione del giornale dell'UPSC Carne e Commestibili.

In una lettera recentemente inviata alle autorità zurighesi, l'UPSC chiede che l'autorizzazione sia immediatamente ritirata. In ogni caso si oppone a un eventuale rinnovo del permesso, ha detto Hadorn all'ats.

Il progetto di Müller è invece sostenuto dall'organizzazione per la protezione degli animali Vier Pfoten (Quattro zampe): per la sua responsabile, Sabine Hartmann, si tratta di un metodo che potrebbe fare strada, ha detto dieci giorni or sono.

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SDA-ATS