Il premier giapponese, Shinzo Abe, in uno storico intervento davanti al Congresso Usa ha espresso per la prima volta il cordoglio del suo Paese per le vittime americane della Seconda Guerra mondiale.

"La storia è dura", ha detto Abe tra gli applausi bipartisan di repubblicani e democratici.

"Miei cari amici - ha detto Abe con solennità rivolto ai membri del Congresso - da parte del popolo giapponese offro con profondo rispetto le mie eterne condoglianze per le anime di tutti gli americani che hanno perso la vita durante la Seconda Guerra Mondiale".

Ma, sottolineano i media americani, Abe non è andato oltre, ancora una volta evitando di chiedere scusa - come da sempre esigono in tanti, a partire dalla Corea del Sud - per la condotta dei giapponesi durante la seconda guerra. A partire dagli abusi sessuali su decine di migliaia di donne asiatiche ridotte alla schiavitù da parte dell'esercito.

Il premier giapponese si è limitato ad esprimere "profondo rimorso per la guerra", riconoscendo come "le nostre azioni hanno portato sofferenze ai popoli asiatici. E su questo non dobbiamo chiudere gli occhi".

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