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Abolizione statuto di ballerina di cabaret: sindacati divisi

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2012 - 15:00
(Keystone-ATS)

Il Consiglio federale vuole sopprimere lo statuto di ballerina di cabaret in quanto ritiene che non assicuri più una protezione efficace alle donne interessate. Messo in consultazione, il progetto divide partiti e sindacati. Alcune associazioni temono una recrudescenza delle attività illegali e della prostituzione.

Lo statuto di ballerina di cabaret rappresenta una eccezione all'ammissione di lavoratori non qualificati in Svizzera. Se è soppresso, le ballerine di cabaret provenienti da paesi che non appartengono all'Unione europea (Ue) o all'Associazione europea di libero scambio (AELS), non potrebbero più essere assunte legalmente nei locali notturni. Questo statuto è stato creato per garantire la protezione delle donne minacciate di sfruttamento, ma - secondo il governo - non riesce più ad assolvere questa missione. Per mancanza di mezzi, non è d'altra parte più osservato dalla metà dei cantoni.

L'Associazione svizzera dei caffè-concerti, cabaret, dancing e discoteche e l'Unione sindacale svizzera (USS) hanno lanciato insieme una petizione. Consegneranno oggi circa 5000 firme alla ministra della giustizia Simonetta Sommaruga, ha comunicato lo stesso USS. Secondo le due organizzazioni, l'abolizione dello statuto equivale a sostenere la tratta degli esseri umani e la prostituzione forzata come anche a discriminare ballerine provenienti da paesi che non fanno parte dell'Ue. "Solo la mafia ci guadagnerebbe", indicano. Il sindacato Travail.Suisse chiede di accompagnare la soppressione dello statuto con misure supplementari allo scopo di "garantire condizioni di lavoro e salari adeguati per le ballerine provenienti dall'Ue che sostituiranno quelle degli altri paesi".

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