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Abu Mazen: Emirati non parlano a nome dei palestinesi

Il presidente Abu Mazen ha ribadito che la leadership palestinese non accetterà mai l'annessione di Gerusalemme e di terra palestinese da parte di Israele. Keystone/AP/MAJDI MOHAMMED sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 16 agosto 2020 - 20:28
(Keystone-ATS)

Gli Emirati Arabi Uniti e nessun altro paese "ha il diritto di parlare in nome dei palestinesi" e se "qualche altro Stato" seguirà gli Emirati "i palestinesi manterranno la stessa posizione" di oggi contro l'accordo con Israele.

Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen in una conversazione telefonica con il suo omologo francese Emmanuel Macron, riferita dall'agenzia Wafa. "I palestinesi - ha insistito - non accettano l'uso della causa palestinese per la normalizzazione delle relazioni" con Israele.

Al presidente Macron, che ha ribadito - secondo la Wafa - il suo appoggio all'accordo tra Israele ed Emirati, Abu Mazen ha replicato che "Netanyahu ha esplicitamente affermato che l'annessione è ancora sul tavolo e ciò che è stato compiuto è una sospensione temporanea".

Abu Mazen ha quindi ricordato che i palestinesi hanno ripetutamente "rigettato il cosiddetto Accordo del Secolo americano, l'annessione di Gerusalemme e di terra palestinese, perché questo significa cedere su Gerusalemme, sulla Valle del Giordano e sul Mar Morto insieme al 33% della Cisgiordania. E non sarà mai accettato dalla leadership palestinese". Abu Mazen ha quindi riaffermato l'impegno palestinese a negoziati basati sulle risoluzioni dell'Onu.

Anche l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) ha rinnovato la sua condanna affermando che l'intesa è contro la soluzione a due Stati.

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