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Certe piante transgeniche potrebbero contribuire in Svizzera ad un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e molto produttiva. È la conclusione di un rapporto delle Accademie delle scienze presentato oggi ai media a Berna. Immediata la presa di posizione contraria dei parlamentari.

Il rapporto si inserisce nel quadro del programma nazionale di ricerca "Benefici e rischi dell'immissione nell'ambiente di piante geneticamente modificate" (PNR 59). Secondo le conclusioni, già rese note lo scorso agosto, gli organismi geneticamente modificati (OGM) non presentano rischi supplementari per gli esseri umani, gli animali o l'ambiente.

A detta dei ricercatori, le nuove varietà di OGM necessitano di meno trattamenti chimici contro gli agenti patogeni. La Svizzera non dovrebbe quindi respingere la genetica troppo "alla leggera", visto il potenziale sviluppo di un'agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare, si legge nel rapporto a cui ha dato il proprio contributo una trentina di scienziati.

Il Parlamento ha comunque prolungalo la moratoria sul tema fino al 2017. E oggi la replica di vari parlamentari di tutti i partiti è stata immediata: gli OGM non soddisfano le esigenze della "strategia della qualità" della politica agricola federale e creerebbero costi elevati. Le spese per la coesistenza con le coltivazioni tradizionali sono "considerevoli, cosa di cui il PNR 59 tiene poco conto". I vantaggi delle piante transgeniche non sono dunque provati.

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SDA-ATS