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Accoltella figlio e tenta suicidio

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 maggio 2012 - 21:08
(Keystone-ATS)

Un padre di 42 anni e il figlioletto di nove sono gravi in ospedale per le ferite causate dall'uomo che, in un raptus di follia, ha prima accoltellato il bambino poi ha tentato di uccidersi con la stessa arma.

Quando i soccorritori sono arrivati nella casa di Borgo Ticino (Novara) hanno trovato l'uomo e il piccolo riversi a terra in un lago di sangue. Per questo c'è chi ha pensato che fossero morti ed è circolata la notizia della tragedia. Invece, erano entrambi feriti. Il più grave è il piccolo, ricoverato in rianimazione per le ferite causate dalle coltellate inferte.

L'uomo, noto alle forze dell'ordine, ha colpito ripetutamente il figlio, poi ha rivolto il coltello contro di sè, cercando di togliersi la vita. E aveva aperto anche i rubinetti del gas. Proprio l'odore di gas ha fatto sì che la tragedia venisse scoperta in tempo: un vicino di casa si è preoccupato e ha dato l'allarme.

Pare che all'origine del tentato omicidio-suicidio vi sia la difficile situazione familiare dovuta a una separazione tutt'altro che facile. L'uomo ha lasciato una lettera definita 'farneticantè dagli inquirenti, in cui manifesta chiari propositi di suicidio. Ospitando il bambino (l'affidamento dei figli è congiunto), ha deciso prima di uccidere lui e poi di farla finita. Solo per un caso il progetto è fallito.

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