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L'accordo sull'applicazione della legge fiscale americana denominata FATCA con gli Stati Uniti farà discutere in Parlamento. L'UDC e i Verdi si oppongono alla sua applicazione in Svizzera, il PS tergiversa, mentre PLR, PPD e PBD, ingoiano la pillola.

In consultazione fino a oggi, l'accordo firmato tra Berna e Washington il 14 febbraio scorso deve entrare in vigore il primo gennaio 2014. Esso garantisce che i conti detenuti da cittadini americani presso istituti finanziari svizzeri vengano notificati alle autorità fiscali statunitensi con il consenso del titolare o in virtù dell'assistenza amministrativa mediante domande raggruppate. Senza il consenso dell'interessato, le informazioni non vengono fornite automaticamente, bensì scambiate solo in base alla disposizione sull'assistenza amministrativa contenuta nella convezione per evitare le doppie imposizioni.

La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf non ha nascosto che Berna non ha scelta. La piazza finanziaria svizzera non può evitare di tener conto delle richieste di Washington: rischierebbe di perdere importanza sul mercato americano e di pagare un'imposta alla fonte del 30%.

L'UDC stima che l'accordo FATCA non rispetti la sovranità della Svizzera alla quale impone il diritto americano. I Verdi respingono FATCA quale soluzione particolare per gli Usa. Essi chiedono invece uno scambio automatico delle informazioni e una strategia del denaro pulito che "valga per tutti i paesi allo stesso modo".

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SDA-ATS