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In relazione all'accordo fiscale con Austria e Gran Bretagna, la Svizzera ha proceduto in settembre al versamento di una terza tranche di imposte liberatorie alla fonte: dopo i 900 milioni di franchi di luglio e i 524 di agosto, Berna ha versato altri 72 milioni di franchi ai due paesi, indica una nota odierna dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).

Di questa somma, 34,7 milioni di sterline, ossia 50,7 milioni di franchi, è finita oltre Manica, e 17,1 milioni di euro, circa 20,9 milioni di franchi, nei forzieri dei nostri vicini. Altri pagamenti avverranno con scadenza mensile fino a giugno 2014.

L'accordo fiscale con questi due paesi ha contribuito a far emergere patrimoni per miliardi di euro e sterline riconducibili a cittadini dei rispettivi Stati custoditi nei forzieri delle banche svizzere.

Nel periodo giugno-settembre, solo per la Gran Bretagna sono stati conteggiati 18'359 annunci pari a 5,7 miliardi di sterline (8,3 miliardi di franchi), mentre per l'Austria (17'402 annunci) si contano 5,1 miliardi di euro (6,2 miliardi di franchi).

In base alle intese con Londra e Vienna, se i clienti esteri optano per l'imposta liberatoria alla fonte, la loro sfera privata viene salvaguardata. I contribuenti britannici e austriaci che hanno un conto bancario o un deposito di titoli in Svizzera hanno pure la possibilità di comunicare i dati alle autorità fiscali del loro paese.

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SDA-ATS