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L'autorità tedesca dell'aviazione civile (LBA) non fu informata della depressione del copilota che ha deliberatamente causato lo schianto del volo Germanwings sulle Alpi francesi. Lo riferisce l'edizione domenicale del quotidiano "Die Welt", citando fonti dell'ente.

Gli esperti della compagnia aerea Lufthansa che hanno esaminato il 27enne non hanno misero al corrente le autorità della sua "precedente fase di seria depressione", precisa l'ente, spiegando che le prime informazioni sui problemi di salute mentale del pilota sono state apprese tre giorni dopo lo schianto, ossia il 27 marzo, quando i tecnici hanno avuto accesso ai file della Lufthansa Aeromedical Center.

Il copilota è stato controllato sei volte dai medici della Lufthansa dopo il 2009, anno in cui riprese a volare dopo la cura per depressione, e ritenuto idoneo a volare. Il quotidiano ricorda che Lufthansa era obbligata a comunicare i casi considerati gravi, tra cui le depressioni, in seguito ad una legge del 2013.

Intanto da uno studio reso noto dall'edizione domenicale del quotidiano "Bild" emerge che la gran parte del piloti che soffrono di depressione nascondono la patologia alle compagnie o alle autorità aeree.

Dallo studio, condotto da Anthony Evans, direttore del dipartimento di medicina dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao), e datato novembre 2013, emerge più della metà dei piloti che soffrono di forme depressive, circa il 60%, non lo comunica e decide di continuare a volare. Lo studio, condotto su 1.200 persone, è frutto di una lunga analisi, con dati raccolti tra il 1997 e il 2001.

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SDA-ATS