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Il presidente afghano Ashraf Ghani ha raggiunto oggi i 100 giorni dal suo insediamento ufficiale ai vertici dello Stato senza però essere riuscito a formare quel governo di unità nazionale che era stato promesso agli elettori.

Il problema, secondo gli analisti, risiede nel fatto che il capo dello Stato è impegnato in un braccio di ferro con il suo sfidante sconfitto nelle elezioni presidenziali, Abdullah Abdullah, che, al termine di una mediazione condotta dal Segretario di Stato americano John Kerry, ha ottenuto l'incarico di coordinatore del governo.

Durante la campagna elettorale Ghani aveva promesso di raggiungere "100 obiettivi in 100 giorni", ma la paralisi nella scelta dei ministri ha fatto fallire il proposito. Le uniche iniziative messe a segno dal successore di Hamid Karzai sono state, secondo la ong SadRoz, la ratifica dell'Accordo di sicurezza con Usa e Nato, la revoca dell'espulsione di un giornalista del New York Times e l'approvazione di una legge sul diritto all'informazione.

Nel suo sito web SadRoz ha pubblicato le promesse invece non mantenute. Fra queste: progetti edilizi per le famiglie degli ufficiali, inizio del dialogo con i talebani, incriminazione dei responsabili di violazioni dei diritti umani e creazione di un nuovo Consiglio militare da lui presieduto per controllare i progressi sulla sicurezza del Paese.

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SDA-ATS