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Un giudice afghano ha condannato a morte quattro degli uomini che parteciparono all'assassinio di Farkhunda, la 27enne massacrata il 19 marzo da una folla inferocita con la falsa accusa di aver bruciato il Corano.

Per altri 8 imputati la pena è di 16 anni di reclusione. Alla sbarra c'erano 19 agenti di polizia e 30 altre persone.

Farkhunda fu aggredita il mese scorso da una folla, bastonata a morte e finita da un'auto che passò ripetutamente sul suo corpo dopo che qualcuno l'aveva accusata di blasfemia per avere dato alle fiamme un libro sacro all'islam. Un evento che l'inchiesta della polizia ha provato inesistente. In realtà la donna si era scagliata contro alcune persone, ed anche un mullah, che facevano affari nella moschea di Shah Do Shamshera vendendo amuleti. L'assassinio ha provocato una grande indignazione e proteste sia in Afghanistan sia all'estero.

Secondo quanto riferisce l'agenzia Pajhwok, il tribunale di primo grado di Kabul ha ora stabilito che i quattro (Zain-ul-Abedin, Mohammad Yaqoob, Mohammad Sharif e Abdul Bashir) sono stati i principali istigatori della folla che ha linciato Farkhunda, e che per questo meritavano la pena capitale. Al termine della seduta il giudice Safiullah Mujaddedi ha ricordato che gli imputati hanno diritto di fare ricorso contro la sentenza alla Corte d'appello.

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SDA-ATS