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L'oscurantismo di alcuni gruppi di militanti islamici afghani ha colpito nuovamente oggi l'Afghanistan.

Un folto gruppo di ragazze fra i 12 ed i 17 anni, insieme ad alcune insegnanti, è stato ricoverato in un ospedale di Herat City, capoluogo dell'omonima provincia occidentale, con sintomi di avvelenamento di natura sconosciuta.

Il portavoce dell'Ospedale zonale di Herat, Mohammad Shafiq Sherzai, ha confermato ai media che a fine mattinata almeno 116 fra allieve e insegnanti di un istituto femminile del quartiere di Jabril, si sono presentate al pronto soccorso con nausea, dolori allo stomaco, giramenti di testa e, in alcuni casi, perdita temporanea della conoscenza.

Il fenomeno si ripete da anni in varie province afghane e anche del Pakistan. Mai rivendicato, esso viene attribuito a movimenti islamici fondamentalisti che si oppongono con tutte le loro forze all'educazione delle bambine e delle ragazze. E per impedire questa crescita sociale, spesso fanno esplodere rudimentali ordigni (ied) danneggiando gli istituti scolastici femminili. O altre volte provocano, come forse nel caso attuale, forme di avvelenamento inquinando acqua, cibo o disperdendo nell'aria gas di natura sconosciuta.

Una delle insegnanti ha dato una testimonianza all'agenzia di stampa Pajhwok: "Ero dentro un'aula e ad un certo punto ho sentito un forte odore cattivo. Non posso dire cosa è successo dopo. Quando ho riaperto gli occhi ero in ospedale".

Una madre ha invece raccontato che le due sue bambine, di 12 e 14 anni, frequentavano la scuola di Jabril. "Hanno telefonato per avvertirmi dell'accaduto. Mi sono precipitata in ospedale ed ho trovato la più piccola in condizioni stabili, ma l'altra in uno stato più preoccupante".

I sanitari hanno realizzato test clinici e prelevato campioni di sangue per risalire alle cause dell'avvelenamento. Ma, come accaduto in passato, le ricerche non forniranno probabilmente risposte univoche. Per il momento, comunque, sembra che nessuna delle persone ricoverate sia in pericolo di vita.

Il portavoce dell'ospedale in serata ha reso noto che il 50% delle ragazze ed insegnanti ricoverate sono state dimesse, mentre le altre resteranno internate ancora per una notte.

Solo nel mese di giugno 2015, i media afghani hanno segnalato tre casi di avvelenamento di studentesse. Il 6 giugno scorso ad avere la peggio sono state decine di allieve di una scuola del distretto di Panjab nella provincia centrale di Bamyan. Il 13 giugno è stata la volta, ancora ad Herat City, del ricovero di studentesse del Liceo Istiqlal, mentre il 22 giugno 30 ragazze della scuola Band-i-Kosa nel distretto di Waras, nuovamente nella provincia di Bamyan, sono finite in ospedale con vertigini, lacrimazioni, mal di testa e vomito.

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SDA-ATS