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KABUL - Migliaia di militari afghani e dell'ISAF, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, hanno attaccato oggi postazioni dei talebani nella esplosiva provincia meridionale di Helmand, concretizzando la più imponente offensiva mai organizzata dalla Coalizione internazionale dal 2001, anno dell'intervento in Afghanistan.
"L'Operazione Moshtarak (Insieme, in lingua dari) sta andando bene - ha dichiarato a fine giornata il ministro della Difesa afghano Abdul Rahim Wardak - poiché siamo entrati nella città di Marjah; le nostre forze, comunque, procedono lentamente per la presenza di molte mine ed ordigni esplosivi e per una certa resistenza opposta dagli insorti".
Da parte sua il generale Sher Mohammad Zazai, comandante delle forze afghane a Helmand, ha sostenuto che "20 talebani sono stati uccisi oggi ed altri otto arrestati", mentre l'ISAF ha annunciato la morte di cinque militari (tra cui tre statunitensi e un britannico), senza chiarire se in relazione o meno con l'attacco odierno.
In un comunicato, il presidente della repubblica Hamid Karzai ha chiesto all'esercito nazionale e alla NATO di "fare la massima attenzione all'incolumità dei civili", rivolgendo poi un appello "ai talebani ad usare questa opportunità per rinunciare alla violenza e per tornare nella vita civile insieme agli altri afghani, per il benessere del paese".
Annunciata settimane fa, l'Operazione Moshtarak punta a ristabilire l'autorità del governo di Kabul su due distretti (Marjah e Nad Ali) caduti da anni nelle mani dei talebani che li hanno trasformati in basi strategiche per i loro attacchi alle truppe dell'ISAF e della NATO, e per il controllo della produzione dell'oppio, fiorente nella provincia.
Secondo i piani della NATO concordati con il governo afghano, l'offensiva prevede la possibilità di mettere in campo fino a 15.000 soldati, appartenenti soprattutto a Afghanistan, Stati Uniti e Gran Bretagna, ma anche a Canada, Estonia e Danimarca, oltre ad istrutturi francesi.
L'attacco è cominciato in nottata quando una flotta di elicotteri ha sbarcato un'avanguardia di centinaia marines statunitensi a Marjah e di altrettanti militari britannici nel distretto confinante di Nad Ali. Queste forze sono state raggiunte via terra da migliaia di soldati che hanno occupato posizioni considerate strategiche nell'Helmand centrale. Nonostante numerose esplosioni e l'utilizzo di missili e armi automatiche, non ci sono stati scontri generalizzati e il governatore della provincia, Gulab Mangal, ha dichiarato che "la prima fase dell'operazione si sta sviluppando con successo. I talebani hanno minato pesantemente la zona, ma finora si sono sottratti a combattimenti accaniti".
I media afghani hanno precisato che l'obiettivo delle forze militari congiunte è il controllo del bazar di Marjah, dove si ritiene che gli insorti abbiano costituito il loro quartier generale.
Prima e durante l'attacco, i talebani hanno assicurato di voler difendere questa ed altre posizioni "a qualsiasi prezzo". In particolare un portavoce, Qari Yousuf Ahmadi, ha negato oggi che vi siano vittime fra gli insorti che, ha assicurato, hanno "mantenuto le posizioni", replicando poi di avere notizia di "sei militari stranieri morti".
Il ministro della Difesa Wardak ha comunque chiarito che l'Operazione Moshtarak, "più che puntare ad eliminare i talebani, si propone di affermare l'autorità del governo, mettere le basi per la ricostruzione e rafforzare la sicurezza a Helmand". Se tutto andrà secondo i piani, infatti, i militari saranno ad un certo punto sostituiti da 2100 agenti di polizia già addestrati che avranno il compito di impedire il ritorno degli integralisti anti-governativi.

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SDA-ATS