Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Un kamikaze si è fatto esplodere oggi vicino al consolato dell'India a Jalalabad (Afghanistan orientale). Il bilancio provvisorio è di otto morti e 21 feriti. L'attacco è avvenuto mentre molta gente era in fila per richiedere un visto d'ingresso, e secondo la tv Cnn-Ibn di New Delhi, sei delle vittime sarebbero bambini.

L'attacco è stato confermato su Twitter dal portavoce del ministero degli esteri di New Delhi, Syed Akbaruddin: "esplosione davanti al consolato indiano a Jalalabad. Tutti i funzionari sono illesi".

I talebani afghani hanno subito preso le distanze. In un messaggio ai media a Kabul, il portavoce degli insorti, Zabihullah Mujahid ha assicurato che "non siamo responsabili di questa operazione".

In passato l'ambasciata e personalità indiane sono state oggetto di attentati, senza chiare rivendicazioni, ma attribuite genericamente alla Rete Haqqani e ai servizi segreti pachistani (Isi).

Da segnalare che oggi il quotidiano indiano "Mail Today" ha dedicato la prima pagina a presunte minacce del Pakistan nei confronti dell'ambasciatore indiano a Kabul, Amar Sinha.

Sotto il titolo "Il Pakistan ordina di colpire il nostro uomo a Kabul", il giornale scrive che "i servizi di intelligence pachistani hanno contrattato elementi della temibile Rete Haqqani per colpire Sinha".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS