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Afghanistan: bambini morti, Isaf ammette, siamo responsabili

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2012 - 16:06
(Keystone-ATS)

La Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) ha ammesso oggi a Kabul, "in un contesto molto difficile e triste", le proprie responsabilità "nella morte in un bombardamento aereo di otto giovani afghani" la settimana scorsa nella provincia orientale di Kapisa.

Il generale Lewis Boone, direttore delle comunicazioni dell'Isaf, convocati i giornalisti, ha senza mezzi termini ammesso le responsabilità per il "tragico incidente".

Nella sua ricostruzione essenzialmente l'alto ufficiale ha sostenuto che dall'osservazione del gruppo che aveva abbandonato il villaggio di Geyawa, nel distretto di Nerjab, era emerso che "apparentemente i suoi otto membri erano armati" e che "si muovevano in modo tattico" come se si preparassero ad un attacco contro la polizia afghana e le truppe della coalizione nella valle.

"Usando le procedure tattiche standard e con l'assistenza di un osservatore al suolo una aereo ha sganciato due bombe sul gruppo che credevamo essere un'imminente minaccia per i nostri uomini. Nonostante siano state seguite con precisione tutte le direttive tattiche - ha concluso il generale Boone - ora conosciamo gli sfortunati risultati di questa operazione".

Le vittime, ha reso noto il governo afghano, sono sette bambini fra i 6 ed i 14 anni e un giovane di 18.

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