Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

I talebani afghani hanno impiccato 15 dei 35 militanti del sedicente Stato islamico (IS) da loro catturati giorni fa nella provincia meridionale di Zabul.

Questi erano accusati di essere corresponsabili della decapitazione di sette civili, fra cui tre donne, eseguita sabato da seguaci locali del "califfo" Abu Bakr al-Baghdadi.

Lo scrive oggi l'agenzia di stampa Pajhwok.

L'impiccagione dei militanti sarebbe stata realizzata dagli uomini dell'Emirato islamico dell'Afghanistan guidato dal successore del Mullah Omar, il Mullah Mohammad Mansur.

I cadaveri dei sette civili, passeggeri di un autobus sequestrati nella provincia di Ghazni in ottobre, sono stati recuperati ieri mattina nel distretto di Khak-e-Afghan di Zabul.

È la prima volta, hanno rilevato analisti locali, che nel conflitto in Afghanistan sono stati decapitati civili di sesso femminile.

L'incidente ha commosso profondamente l'opinione pubblica afghana ed è stato vigorosamente condannato dal presidente, Ashraf Ghani, e dalla comunità internazionale.

Si deve segnalare che in provincia di Zabul da molti giorni sono in corso scontri fra i talebani di Mansur e militanti talebani dissidenti facenti capo al Mullah Dadullah e molto vicino all'Isis con cui spesso si confondono.

Questi ultimi sono appoggiati fra l'altro da combattenti del Movimento islamico dell'Uzbekistan (Imu) che mesi fa ha giurato fedeltà allo Stato islamico.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS