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KABUL - Con in mano il mandato conferitogli dalla recente Jirga di pace per trovare una soluzione politica del conflitto, il presidente afghano Hamid Karzai ha preso oggi due decisioni di rilievo, decapitando i vertici della sicurezza nazionale e creando un Comitato per verificare la situazione di centinaia di persone incarcerate come talebani, ma a volte sulla base di meri indizi.
Il capo dello Stato, ovviamente, non ha per niente gradito che il 2 giugno, giorno inaugurale della Jirga consultiva, gruppi armati siano passati all'offensiva, lanciando vari razzi e riuscendo ad infiltrare tre kamikaze fino a poche centinaia di metri dalla tenda dove erano riuniti 1.600 fra delegati ed invitati.
Per questo oggi, terminato con successo l'evento, ha convocato il ministro dell'Interno Mohammed Hanif Atmar ed il capo della Direzione nazionale della sicurezza (Nsd), Amrullah Saleh, a cui ha chiesto come quegli episodi fossero stati possibili, nonostante il dispiegamento a Kabul di 12.000 uomini.
Ma, ha indicato un comunicato stampa, "siccome le spiegazioni non sono state convincenti, il presidente ha accettato le loro dimissioni". Di conseguenza, l'attuale viceministro dell'Interno, Munir Mangal, è stato nominato ministro pro tempore, lo stesso ruolo assegnato a Ebrahim Spinzada quale capo dei servizi Nsd.

SDA-ATS