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Afghanistan: Karzai a Roma per partenariato forte

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2012 - 22:03
(Keystone-ATS)

Parte da Roma, fra imponenti misure di sicurezza, il tour diplomatico del presidente afghano Hamid Karzai in Europa, alla ricerca di un sostegno tra i partner Ue e per la firma di una serie di accordi bilaterali di lunga durata.

In un momento particolarmente delicato per il suo Paese, Karzai farà il punto con gli alleati sui progressi del processo di pace con i talebani, ribadendo di non essere preoccupato del probabile ritiro delle forze Nato dal suo Paese prima del 2014.

Nel pomeriggio di oggi il primo degli incontri istituzionali, quello al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Tre quarti d'ora abbondanti di colloqui al Colle, dove si è parlato del piano di cooperazione a lungo termine che comprende tutte le principali forme di sostegno non più militare dopo il ritiro nel 2014.

Settori dove l'Italia, in particolare nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, ha approvato, dal 2001 ad oggi, finanziamenti che ammontano a 570 milioni di euro.

Domani Karzai vedrà il presidente della Camera, Gianfranco Fini, mentre nel pomeriggio sarà a Palazzo Chigi per firmare con il presidente del Consiglio, Mario Monti, un accordo bilaterale che punta a rafforzare il dialogo politico, la sicurezza e cooperazione tra le forze di polizia, ma anche la collaborazione economica e la lotta al narcotraffico.

Venerdì il capo di Stato afghano lascerà Roma per Parigi, dove insieme al presidente Nicolas Sarkozy firmerà un secondo accordo di cooperazione. L'ultima tappa sarà a Londra a Downing Street con il premier britannico David Cameron, con il quale Karzai siglerà un'altra intesa.

Sul probabile ritiro delle forze della NATO dall'Afghanistan prima del 2014, Karzai ha detto che "non sarebbe un problema" e che il suo Paese sarà in grado di sapere fronteggiare tale eventualità. L'ipotesi di un ritiro anticipato delle forze francesi era stata ventilata dal presidente francese Sarkozy, ma poi smentita dal ministro degli Esteri Alain Juppé.

Karzai ha poi aggiunto di volere puntare alla riconciliazione aprendo al dialogo con i talebani. "Se torneranno grazie al processo di pace, sono i benvenuti", ha detto.

Il contingente italiano è impegnato con oltre 4000 uomini nell'ovest dell'Afghanistan. Il processo si concluderà entro la fine del 2014, quando è previsto che tutti i militari dell'Isaf si saranno ritirati dal Paese passando la responsabilità della sicurezza dell'intero territorio alle forze afghane.

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