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kABUL - Il presidente afghano Hamid Karzai inverte i ruoli e ribalta le accuse contro di lui: i brogli elettorali nelle elezioni in Afghanistan del 20 agosto 2009 ci sono stati, e pure "di dimensioni importanti", ma non vanno attribuiti al suo governo, afferma Karzai, ma a responsabili di organismi internazionali che hanno prodotto gravi interferenze negli affari interni afghani per "installare a Kabul un governo fantoccio".
Per far capire quale fosse la sua determinazione e la sua rabbia per la bocciatura ieri da parte della Camera di un decreto che modificava la legge elettorale vigente, sottraendo all'Onu la possibilità di nominare membri stranieri nella Commissione di controllo delle elezioni (Ecc), Karzai ha convocato oggi la stampa e lanciato un durissimo "j'accuse".
Parlando nell'edificio della Commissione elettorale indipendente (Iec), organismo messo duramente sotto accusa durante le elezioni presidenziali e provinciali, abbandonando il suo tradizionale sorriso e il suo tono flautato, il capo dello Stato ha detto senza mezzi termini che gli stranieri hanno cercato con i brogli di "installare a Kabul un governo fantoccio". "Ci sono state irregolarità diffuse, molto diffuse, ma non da parte degli afghani, ma di Peter Galbraith (ex vice responsabile dell'Onu nel paese) e di alcune ambasciate".
Galbraith, fu richiamato a New York dal segretario generale dell'Onu dopo una furiosa lite con il suo superiore, il norvegese Kai Eide, che l'americano accusava di voler favorire a tutti i costi il capo dello Stato uscente.
Le tensioni post-elettorali portarono comunque all'annullamento di mezzo milione di voti e alla necessità di svolgere un secondo turno, dal quale però si ritirò successivamente lo sfidante ed ex ministro degli Esteri, Abdullah Abdullah.
Dopo aver insistito che "ufficio del numero due dell'Onu era diventato il punto focale delle frodi realizzate", il leader afghano ha fatto anche un altro nome, quello dell'ex generale Philippe Morillon, capo della squadra degli osservatori dell'Unione europea (Ue). Secondo Karzai, Morillon avrebbe operato nell'ombra per bloccare l'annuncio dei risultati e forzarlo ad accettare una alleanza politica.
Tutto questo poche ore dopo che la Camera aveva sonoramente bocciato (124 no e sei sì) un decreto che, in vista del voto per le legislative del 18 settembre, emendava la legge elettorale esistente, revocando fra l'altro la maggioranza di membri stranieri all'interno della Ecc.
"Bocciando il mio decreto - ha concluso prima di andarsene senza rispondere a domande - i deputati non si sono resi conto che hanno fatto il gioco degli stranieri che non vogliono che le elezioni (del 20 settembre) si tengano. Loro vogliono bollare me di presidente illegittimo e il Parlamento di Parlamento illegittimo.

SDA-ATS