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KABUL - Il primo semestre del 2010, un anno considerato per molti versi cruciale per l'Afghanistan, ha mostrato un incremento sia pur lieve delle vittime civili ed un generale peggioramento nelle condizioni di sicurezza dovuto ad una crescita dell'attivita' dei talebani. Lo sostiene la ong afghana 'Afghanistan Right Monitor' (Arm).
In un rapporto diffuso oggi a Kabul la ong, che sostiene di autofinanziarsi completamente, indica che circa 1.074 civili sono morti e altri 1.500 sono rimasti feriti nel periodo gennaio-giugno 2010. "Questo significa - si legge - che siamo di fronte ad un aumento, anche se lieve, rispetto ai 1.059 civili morti registrati nello stesso periodo del 2009".
Di queste vittime il 61% sono state causate dai talebani, il 20% dalle forze della Coalizione internazionale (Isaf e Nato), il 10% dalle forze governative afghane, il 6% da gruppi criminali e privati e il 3% da sconosciuti.
In termini di insicurezza, aggiunge il documento, "il 2010 e' stato l'anno peggiore dalla cacciata dei talebani nel 2001. E non solo sono aumentati gli incidenti riguardanti la sicurezza, ma sono cresciuti anche spazio e ampiezza degli scontri fra gli insorti e le forze che li combattono".
In questo senso, afferma l'Arm, "Usa, Nato e il governo (del presidente Hamid) Karzai non hanno saputo ammettere che molto e' andato male a causa anche dei loro errori collettivi".

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SDA-ATS