Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

LONDRA - Cresce la violenza in Afghanistan e in particolare raddoppiano gli attacchi con ordigni artigianali, anche a causa dell'incremento delle operazioni militari nel sud del Paese dall'inizio dell'anno.
Nel rapporto periodico sulla situazione nel paese destinato al Consiglio di sicurezza - citato dalla Bbc online - il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha denunciato un aumento del 94 per cento delle bombe artigianali piazzate dai talebani sui cigli delle strade nei primi quattro mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2009.
Allo stesso tempo però, il portavoce della Nato Josef Blotz a Kabul, ha annunciato che negli ultimi mesi è stato registrato un calo del 7.8 per cento degli scontri a fuoco che hanno coinvolto la popolazione locale, con un 44.4 per cento in meno di civili feriti o uccisi dalle truppe della coalizione.
A destare preoccupazione sono anche - secondo il rapporto che arriverà al Palazzo di vetro in settimana - gli almeno tre attacchi suicidi a settimana, la metà dei quali condotti nelle aree del sud del paese, Helmand e Kandahar, tradizionali roccaforti degli insorti. Sensibile anche la crescita degli omicidi di funzionari afghani, con un incremento del 45 per cento nei primi quattro mesi del 2010, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Ad aggravare la situazione per le Nazioni Unite è anche "la sempre maggiore abilità dei terroristi locali legati ad al Qaida" a mettere in atto "attacchi complessi e coordinati". Solo ieri il governo di Kabul ha presentato al parlamento un bilancio in base al quale meno del 3 per cento delle città afghane può dirsi sicuro.

SDA-ATS