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Afghanistan: piano 2 mld dollari per ritorno rifugiati

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 maggio 2012 - 18:56
(Keystone-ATS)

L'appoggio della comunità internazionale a un piano da 1,9 miliardi di dollari per favorire nei prossimi tre anni anni il ritorno volontario di milioni di rifugiati afghani è stato sollecitato a Ginevra dai ministri di Afghanistan, Pakistan e Iran e dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

Dopo oltre tre decenni di crisi umanitaria sono infatti ancora almeno 3 milioni i rifugiati afghani che vivono in Iran e Pakistan. I tre Paesi interessati da questa problematica e l'Unhcr hanno elaborato per la prima volta una strategia comune presentata ieri e oggi a Ginevra nel quadro di una conferenza internazionale. Il piano mira alla ricerca di soluzioni durevoli per i rifugiati afghani, di sostegno al rimpatrio volontario, alla reintegrazione sostenibile e all'assistenza dei Paesi ospitanti.

"La comunità internazionale ha appoggiato la strategia", ha detto il ministro afghano per i rifugiati ed il rimpatrio Jamher Anwary in una conferenza stampa. Soddisfazione è stata espressa anche dall'Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres. L'esodo di rifugiati afghani, che si protrae dal 1978, ha prodotto molteplici effetti, in particolare sui Paesi vicini e sulle loro popolazioni.

Circa 5,7 milioni di afghani sono tornati in Patria nell'ultimo decennio, ma il flusso dei ritorni è rallentato e l'anno scorso solo 70mila hanno fatto ritorno in Afghanistan contro 70mila l'anno scorso contro gli oltre 110mila nel 2010. La strategia include programmi per favorire i rimpatri volontari con misure di stimolo, programmi in Afghanistan finalizzati ad accrescere la sostenibilità dei rimpatri e sollecita l'impegno della comunità internazionale a sostegno dei Paesi che accolgono rifugiati afghani. Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti di 60 governi e 40 organizzazioni internazionali.

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