KABUL - Sono almeno 33 le persone uccise per errore nel raid realizzato ieri dalla Nato nella provincia afghana centrale di Daykundi. Lo afferma il Consiglio dei ministro afghano in un comunicato con cui condanna duramente l'incidente, definendolo "ingiustificabile".
Il comunicato indica che "secondo le prime informazioni, la Nato ha sparato contro un convoglio di tre veicoli nel distretto di Gujran della provincia di Daykondi uccidendo almeno 33 civili, comprese quattro donne ed un bambino, e ferendone altri 12 mentre si recavano verso Kandahar". In un primo momento le fonti ufficiali, fra cui la stessa Isaf, avevano affermato che l'attacco aereo "contro un gruppo di sospetti talebani" era avvenuto nella provincia di Uruzgan, ma poi si è stabilito che si trattava di Daykundi, entità provinciale nata nel marzo 2004 in una regione settentrionale della stessa Uruzgan.
"Condannando l'attacco nel modo più vigoroso possibile - si aggiunge - il Consiglio dei ministri afghano sollecita urgentemente le forze Nato di coordinarsi meticolosamente e di esercitare la massima attenzione prima di condurre qualsiasi operazione militare in modo da evitare ogni possibile errore che possa procurare danni ai civili".
Poco prima il governatore di Daykondi, Sultan Ali Uruzgani, aveva comunicato all'agenzia di stampa Pajhwok un bilancio di 27 civili morti.

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