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Forze statunitensi in Afghanistan.

KEYSTONE/AP/RAHMAT GUL

(sda-ats)

Un afghano che indossava una divisa dell'esercito ha aperto oggi improvvisamente il fuoco in una base di Mazar-i-Sharif contro un gruppo di soldati americani, ferendone sette, prima di essere ucciso dalla reazione dei militari presenti.

L'attacco, l'ennesimo di una serie che convenzionalmente viene denominata "green on blue" (dal colore delle divise afghana e americana), è avvenuto in una caserma del 209/o Corpo d'armata Shaheen a Mazar-i-Sharif, capoluogo della provincia settentrionale di Balkh. Nel precedente, avvenuto giusto una settimana fa nella provincia di Nangarhar, tre soldati Usa hanno perso la vita.

Rapido l'intervento del portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, il quale ha segnalato che "un soldato patriottico di nome Massoud, originario della provincia di Paktia, ha sparato ed ha ucciso quattro soldati, ferendone altri quattro". Il portavoce non ha però chiaramente rivendicato l'incidente.

Da parte sua, dopo le prime notizie che sembravano accreditare la morte di quattro militari statunitensi, la missione Resolute Support della Nato ha assicurato in un comunicato che nessun soldato americano, né della Nato, è morto nella sparatoria. "Quattro soldati Usa - aveva invece aggiunto - sono rimasti feriti". Un bilancio che, in un successivo comunicato, è stato portato a sette.

L'attacco giunge all'indomani delle indiscrezioni emerse negli Stati Uniti secondo cui il presidente Donald Trump si accingerebbe a inviare in Afghanistan quasi 4000 uomini per sostenere lo sforzo delle forze di sicurezza afghane contro i talebani e l'Isis.

SDA-ATS

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