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KABUL - Oltre 2000 persone sono rimaste intrappolate per 24 ore in Afghanistan da numerose valanghe abbattutesi lungo la statale che collega Kabul al nord del paese all'altezza del passo Salang, in una tragedia che oggi ha un bilancio di almeno 60 morti e centinaia di feriti.
Nonostante una tempesta di neve in corso, centinaia di automobili e camion si erano messi in cammino ieri sera lungo la via di comunicazione stradale che si inerpica sulla catena montagnosa dell'Hindu Kush fino agli 3.400 metri dove 45 anni fa i sovietici hanno costruito un tunnel lungo 2,6 chilometri.
E' nel tratto stradale a sud di questo traforo, che per fortuna non è rimasto bloccato, che si sono abbattute sette valanghe, imprigionando 350 veicoli che non hanno avuto la possibilità di proseguire né di tornare indietro.
Nonostante l'allarme lanciato da alcuni automobilisti con i telefoni cellulari, in poche ore la situazione è diventata drammatica, per l'intensa nevicata e per le temperature abbondantemente sotto lo zero.
In una conferenza stampa, il ministero dell'Interno ha reso noto oggi che nel tardo pomeriggio erano stati recuperati una trentina di cadaveri e che intere famiglie erano morte nelle auto sepolte dalla massa nevosa.
Resesi conto della gravità dell'emergenza, le autorità afghane hanno avviato i soccorsi a cui hanno partecipato reparti della protezione civile e soldati dell'esercito nazionale con 40 ambulanze e cento automezzi, appoggati da uomini ed elicotteri dell'Isaf, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, che hanno fatto la spola tra Salang e Kabul.
Numerosi sopravvissuti sono stati estratti da sotto la neve, e nel complesso 1.500 persone hanno potuto essere trasferite nei centri abitati vicini o a Kabul.
Un medico dell'ospedale della provincia di Parwan ha detto all'ANSA che solo nella sua struttura si sono avuti undici morti e 40 feriti. Lo stesso ha però detto di essere a conoscenza di notizie secondo cui i morti potrebbero essere un centinaio, e i feriti 500. Secondo l'agenzia di stampa afghana Pajhwok, le vittime sarebbero invece per il momento 60.
Syed Akbar Sadat, una delle persone soccorse a Tajikan, ha detto all'ANSA che quando i passeggeri dell'auto in cui si trovava hanno preso coscienza del pericolo "hanno chiamato per telefono i famigliari congedandosi da loro perché in quel momento la morte appariva certa ... Ho scelto di tentare il tutto per tutto e sono andato verso un camion e l'autista mi ha fatto posto in cabina".

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SDA-ATS