Un richiedente l'asilo marocchino di 29 anni è stato incriminato per assassinio, rapina e altri delitti in relazione all'uccisione di un 63enne che nell'aprile di due anni fa fu ritrovato senza vita nella sua abitazione a Brittnau (AG). L'accusato si trova in detenzione, in regime di espiazione anticipata della pena. La data del processo non è ancora stata fissata.

Identificato grazie a un precedente delitto - qualche mese prima del presunto assassinio aveva rubato una borsetta a una donna a Zofingen (AG) e gli erano state prese le impronte digitali che sono risultate uguali a quelle trovate nell'appartamento di Brittnau - il 29enne ha confessato agli inquirenti di essere penetrato, nella notte fra il 14 ed il 15 aprile, nell'abitazione del 63enne e di aver provocato le ferite che ne hanno causato il decesso.

Per il Ministero pubblico argoviese, si è trattato di un delitto a scopo di rapina. In base all'atto d'accusa, il richiedente l'asilo ha ripetutamente colpito il 63enne con un pezzo di legno e lo ha strangolato, prima di legargli le mani e i piedi con un lenzuolo. L'uomo è morto per le gravi ferite riportate e il suo corpo è stato scoperto il giorno successivo alla morte.

Il marocchino è stato arrestato all'interno del centro per richiedenti l'asilo di Muri (AG). La sua è stata una confessione parziale: stando alla nota del Ministero pubblico, il 29enne sostiene infatti di aver agito per legittima difesa.

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