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BERNA - Gli animali da reddito hanno bisogno di uscire, perché così crescono più sani. Ma nel contempo emettono una quantità notevole di gas tossici. I maiali "felici" nuocciono all'ambiente, riassume in una nota odierna la stazione di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon (ART). La soluzione: una pulizia automatica dei terreni più volte al giorno.
Mucche, pecore, capre e maiali che pascolano all'aria libera inquinano di più l'ambiente con i loro escrementi rispetto agli animali tenuti in stalla, rileva l'ART. Problematiche sono in particolare le emissioni di ammoniaca (NH3): il gas si disperde nell'atmosfera, dalla quale ricade con la pioggia sotto forma di concime azotato su prati, boschi e "zone umide". Il che può nuocere alle specie vegetali che preferiscono i luoghi poveri di concime. Inoltre, questo apporto di azoto riduce la crescita delle radici degli alberi. Il bosco è dunque meno stabile e aumenta il rischio di danni in caso di tempeste.
Nella ricerca di una soluzione nel conflitto che oppone la protezione degli animali a quella dell'ambiente, la ART ha accolto oggi ad Aadorf (TG) una conferenza sulla "sostenibilità nell'allevamento di ruminanti e maiali".
È stato rilevato che per attenuare l'impatto nefasto delle emissioni di ammoniaca bisognerebbe ridurle della metà. Poiché non è possibile dimezzare gli animali al pascolo - "la popolazione vuole mangiare sempre più carne" - la soluzione va cercata piuttosto nei sistemi di pulizia automatica: le superfici inquinate vanno pulite più volte al giorno, e questo lavoro può essere fatto in modo efficace soltanto con l'utilizzo di macchine apposite. L'ART sta attualmente mettendo a punto "sistemi appropriati" che generino "il minore stress possibile per gli animali".

SDA-ATS