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All'indomani dell' operazione 'Aquilà, le forze armate egiziane rafforzano la loro presenza nel Sinai del nord e danno avvio alla chiusura dei tunnel che collegano Rafah alla striscia di Gaza. Nella più significativa escalation di presenza militare nella penisola, demilitarizzata in base agli accordi di pace nel 1979 con Israele, le forze armate egiziane hanno inviato a El Arish, capoluogo del Sinai del Nord, oltre cento fra tank e blindati e cinquecento soldati ed ufficiali.

Lo scopo è di riprendere in mano la sicurezza della zona, scivolata fuori controllo già da dopo la rivoluzione che ha deposto Hosni Mubarak lo scorso anno, e dare la caccia ai presunti miliziani jihadisti che domenica scorsa hanno ucciso sedici guardie di frontiera egiziane prima di tentare uno sfondamento oltre il confine israeliano. Il ministro dell'Interno Ahmad gamal Eddin ha deciso di andare sul posto per tre giorni e voci al Cairo danno per certa la presenza del presidente Mohamed Morsi domani alla preghiera del venerdì a El Arish.

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SDA-ATS