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I 166 vecchi alambicchi depositati per decenni dalla Regia federale degli alcool (RFA) nelle cantine di Alcosuisse a Delémont sono stati attribuiti al canton Giura affinché li esponga al pubblico, a partire dal 2014, e poi realizzi un Museo svizzero della distillazione.

L'attuale presidente del governo giurassiano, Elisabeth Baume-Schneider, direttrice dell'educazione, della cultura e dello sport, e il direttore della RFA, Alexandre Schmidt, hanno firmato oggi una apposita convenzione. Secondo l'accordo, la Confederazione rimane proprietaria degli alambicchi e li dà in prestito per una durata indeterminata al Giura; quest'ultimo espone la collezione e ne mette a disposizione alcuni pezzi per mostre temporanee in Svizzera o all'estero. L'affidamento della collezione avviene nel contesto della ricorrenza dei 125 anni di RFA e della prossima privatizzazione del suo centro di profitto Alcosuisse.

Per combattere l'alcolismo, la RFA nel 1930 ha ricevuto il mandato costituzionale di promuovere l'utilizzo della frutta per scopi diversi dalla distillazione e diminuire il numero di alambicchi. Fino al 1996, la RFA ne ha acquistati 30'000 per distruggerli. Il prezzo variava in funzione della categoria dei produttori, della capacità dell'apparecchio e delle sue prestazioni; in media oscillava tra 400 e 700 franchi. Secondo la regia federale, attualmente in Svizzera sono in funzione 2904 alambicchi.

Gli apparecchi acquistati dalla Confederazione in Svizzera tedesca e in Ticino venivano inviati nei depositi della RFA a Romanshorn (TG), quelli della Svizzera romanda a Delémont (JU). Decine di esemplari sono sfuggiti alla fine destinata loro grazie all'iniziativa personale di dipendenti incaricati della distruzione. Oggi, assieme a qualche alambicco confiscato nell'ambito di procedimenti penali, costituiscono la collezione più completa e più vasta di tutto il Paese. La maggior parte dei pezzi, costruiti gli inizi del secolo scorso, erano di agricoltori romandi, alcuni appartenevano a distillatori professionali.

La collezione è stata tenuta segreta fino al 1987, quando la RFA ha cominciato a permettere qualche sporadica visita ai gruppi che ne facevano richiesta. Da allora il Giura ha regolarmente manifestato il suo interesse a riprendere questo patrimonio storico.

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SDA-ATS