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Circa 10 tonnellate di marijuana sono state sequestrate dalla polizia che da tre giorni tiene sotto assedio Lazarat, il villaggio simbolo per la coltivazione della cannabis, nel sud dell'Albania.

Altre 60 mila piante, di cui 30 mila pronte ad essere interrate, sono state distrutte durante le perquisizioni in 30 abitazioni, ha fatto sapere la polizia albanese che ha impegnato in questa vasta operazione 800 uomini.

Intanto nelle zone ancora non controllate dalla polizia, gli abitanti hanno cominciato a bruciare la marijuana, per evitare di essere sorpresi. Nella tarda serata di ieri si è consegnato alla polizia Gate Mahmutaj , il presunto capo dei ribelli di Lazarat che si sono opposti con le armi all'intervento delle forze dell'ordine. Nei terreni e locali da lui posseduti sono state trovate in precedenza, circa 11 mila piante. Mentre nell'abitazione di suo fratello sono state scoperte attrezzature per il trattamento della marijuana.

Un altro ricercato è stato invece arrestato mentre tentava di lasciare il villaggio sotto falsa identità. Sale cosi a otto il numero delle persone finite in manette. Tre i feriti invece dagli scontri a fuoco, dei quali un agente delle unità speciali, e due giovani pastori. Il ministro dell'Interno Saimir Tahiri ha promesso che "l'operazione non si concluderà fino a quando ogni centimetro quadrato di Lazarat, non sarà sotto il controllo della polizia"

SDA-ATS