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Il ministero della Difesa algerino ha confermato l'uccisione di militari dell'esercito ad Ain Defla, ma dando un nuovo bilancio: nove persone morte e due feriti, diversamente da quanto riportato in un primo tempo dai media algerini secondo cui i morti erano 11.

In un comunicato, il ministero ha chiarito la dinamica dell'imboscata che sarebbe avvenuta fra le località di Djebel Elouh e Souk al Attaf, durante un'operazione anti-terrorismo (Aqim).

L'azione, rivendicata da al Qaeda nel Maghreb islamico, è avvenuta intorno alle ore 19 di venerdì 17 luglio. Nella nota il ministero assicura che l'esercito ha provveduto a mettere in sicurezza l'area, dando il via ad una vasta operazione per catturare gli autori del massacro.

Nel messaggio di rivendicazione, l'Aqim ha mostrato anche le foto dell'attentato, che secondo l'organizzazione ha ucciso 14 militari: un'azione -ha spiegato il gruppo- che è la vendetta per l'uccisione nei giorni scorsi di uno dei leader del gruppo in Algeria da parte dell'esercito.

La località montuosa di Ain Defla, situata a circa 60 chilometri a sud ovest di Algeri, è considerata da oltre 20 anni una delle roccaforti dei movimenti radicali islamici algerini. Alcuni media hanno fatto notare che l'attentato è avvenuto pochi giorno dopo un messaggio video dell'Isis nel quale l'organizzazione terroristica minaccia "una guerra senza tregua" in Algeria.

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SDA-ATS