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BERNA - Dopo l'allarme lanciato in Francia per protesi del seno in silicone a rischio di esplosione, Swissmedic vuole chiarire se i prodotti della Poly Implant Prothèse (PIP) sono diffusi anche in Svizzera.
L'allarme è stato lanciato martedì dall'Afssaps, l'Agenzia francese dei prodotti sanitari, dopo aver scoperto che le protesi della PIP, che contengono un silicone non conforme, tendevano a rompersi il doppio delle volte rispetto ad altre. Le autorità le hanno quindi ritirate dal mercato e hanno inviato un appello alle circa 30'000 donne che le portano: dovranno sottoporsi a una visita medica e molte dovranno farsi operare di nuovo. In Francia mezzo milione di donne ha una protesi del seno.
La procura di Marsiglia ha aperto il 23 marzo un'inchiesta preliminare per inganno sulla qualità di un prodotto, pubblicità mendace, truffa e messa in pericolo della vita e dell'integrità altrui. Intanto martedì un tribunale di Tolone ha pronunciato la liquidazione giudiziaria della PIP di La Seyne-sur-Mer. Il sito viene chiuso e cento dipendenti sono licenziati.
Un'allerta è stata lanciata in tutta Europa e negli Usa. Al momento non è chiaro quante donne siano interessate al di fuori della Francia; la PIP esporta il 90% dei suoi prodotti. Stando al portavoce dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic), Joachim Gross, è "possibile" che anche in Svizzera vi siano donne coinvolte. Per tali protesi nella Confederazione non era necessaria un'autorizzazione separata, ha spiegato oggi Gross all'ATS. Può essere che dei medici abbiano importato il prodotto; attualmente Swissmedic sta quindi conducendo un'indagine presso i medici.

SDA-ATS