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L'alpinista Ueli Speck in una foto di archivio.

(sda-ats)

È prevista per oggi in Nepal la cerimonia funebre, secondo il rito buddista, del noto alpinista svizzero estremo Ueli Steck, morto lo scorso weekend mentre si stava allenando sulle pendici himalayane.

Il suo corpo verrà cremato e i resti tumulati vicino al monastero Tengboche, ubicato sulla via che conduce gli scalatori verso la montagna più alta del mondo, l'Everest.

È quanto ha comunicato oggi l'organizzatore della spedizione di Ueli Steck, che avrebbe dovuto portare l'alpinista prima sull'Everest e poi sul Lhotse senza interruzioni di percorso. Alla cerimonia funebre saranno presenti la moglie della vittima e i parenti più stretti.

Steck è caduto mortalmente domenica mentre si stava allenando sulle pendici del vicino Nupse per provare una via meno praticata e più difficile di quella normalmente percorsa da sud per raggiungere l'Everest, la cima più alta del globo. Si è trattato della prima vittima della corrente stagione delle scalate in Nepal che dura da aprile a maggio.

La scelta del luogo di sepoltura non è causale. "Amava questo Paese dove aveva molti amici", ha dichiarato il portavoce di Steck Andreas Bantel all'ats. Lo scalatore, secondo Bantel, aveva un grande rispetto per la cultura, la religione e lo stile di vita dei locali. Da qui la decisione di una cerimonia secondo il rituale buddista.

Il monastero di Tengboche si trova sulla via che conduce alla maggiore vetta himalayana. Da qui è possibile godere di una vista mozzafiato sulle montagne circostanti. La morte di Steck è stata come un pugno nello stomaco per la comunità degli alpinisti, in cui il bernese si era ritagliato un posto di rilievo.

Per gli amici e gli ammiratori del 40enne deceduto verrà organizzata in Svizzera, in data da definirsi, un'altra cerimonia. Si tratta del desiderio della famiglia, ha dichiarato Bantel.

SDA-ATS

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