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Alpiq, numero uno dell'energia in Svizzera, ha archiviato il 2015 con un perdita netta di 830 milioni di franchi, a fronte del passivo di 902 milioni subito del 2014. In contrazione anche il volume d'affari, a causa della forza del franco e dei bassi prezzi.

Vista la difficile situazione finanziaria il consiglio di amministrazione propone di non distribuire dividendi.

Il fatturato, secondo quanto rende noto la società con sede a Losanna, è sceso del 16,7% a 6,71 miliardi. Hanno pesato sulla redditività delle centrali svizzere i bassi prezzi dell'elettricità, i sussidi concessi alle energie rinnovabili, le tasse e la debolezza del corso di petrolio, gas e carbone

Al netto degli effetti straordinari il risultato operativo lordo Ebitda si è assestato a 480 milioni di franchi (-21,2%), il risultato Ebit a 261 milioni (-26,7%) e l'utile netto a 46 milioni (-68,3%).

Le variazioni monetarie hanno causato rettifiche di valore e accantonamenti dopo imposte pari a 855 milioni di franchi, che concernono in primo luogo le centrali idroelettriche. La performance annunciata oggi è inferiore alle attese degli analisti consultati dall'agenzia finanziaria awp.

Per l'esercizio in corso Alpiq prevede un contesto congiunturale difficile: il basso livello dei prezzi continuerà a incidere sul risultato operativo, in un quadro di regolamentazioni che provoca distorsioni della concorrenza.

Il gruppo afferma che le misure di riduzione dei costi verranno portate avanti in modo rigoroso. Saranno inoltre studiate opportunità supplementari di disinvestimento, con l'abbandono sistematico di partecipazioni non strategiche. L'obiettivo è di ridurre l'indebitamento.

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SDA-ATS