Una delegazione di leader indigeni visiterà 12 Paesi europei, tra cui la Svizzera, dal 17 ottobre fino al 20 novembre, per denunciare le sistematiche violazioni ai diritti delle popolazioni indigene del Brasile.

Queste violazioni si sono intensificate dall'entrata in carica del Presidente Jair Bolsonaro. Lo fa sapere Greenpeace.

Il viaggio inizierà a Roma, in Vaticano, con la presenza dei leader indigeni al Sinodo sull'Amazzonia, inaugurato venerdì scorso da Papa Francesco, che in tale occasione ha chiesto di rispettare le culture indigene.

Dopo Città del Vaticano e Roma, la delegazione visiterà anche Torino (il 20-21 ottobre) e Bologna, per poi proseguire in Germania (Berlino e Monaco), Svezia (a Stoccolma), Norvegia (Oslo), Paesi Bassi (Amsterdam), Belgio (Bruxelles), Svizzera (Ginevra e Berna), Francia (Parigi), Portogallo (Porto), Regno Unito (Londra) e si concluderà in Spagna (Madrid, Barcellona e Valencia).

Guidata dall'APIB (Associazione dei Popoli Indigeni del Brasile), in collaborazione con le organizzazioni della società civile, la campagna "Sangue indigeno: non una goccia di più" mira a fare pressione sul governo brasiliano e sulle aziende del settore agroalimentare perché rispettino gli accordi internazionali sui cambiamenti climatici e sui diritti umani sottoscritti dal Brasile tra cui l'Accordo di Parigi, la Convenzione 169 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni e la Dichiarazione di New York sulle foreste.

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