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L'ambasciata turca a Berna

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

L'ambasciatore turco in Svizzera respinge le accuse di spionaggio nei confronti della comunità turca, che sono al centro di un'indagine della procura federale.

"Le posso assicurare che nell'ambito della nostra ambasciata non sono state esercitate attività di tal tipo", afferma Illhan Saygili in un'intervista rilasciata al programma Rundschau in onda stasera alla televisione SRF di cui sono state diffuse anticipazioni. "Se dovessero emergere informazioni o prove offriremo sempre tutta la nostra cooperazione", aggiunge.

Saygili nega anche che la comunità turca in Svizzera sia divisa a causa delle presunte spie e del voto sul referendum costituzionale del prossimo fine settimana: "Non condivido assolutamente questa opinione. Non è corretta".

L'ambasciatore si è espresso anche per la prima volta sul suo vice Volkan Karagöz, che ha chiesto asilo in Svizzera per sé e per la sua famiglia: al diplomatico è stato tolto l'incarico ed è stato sospeso da qualunque servizio pubblico, ha confermato Saygili.

Al giornalista di Rundschau che gli chiedeva se Karagöz sia da considerare un terrorista che ha sostenuto il putsch dell'estate scorsa in Turchia, l'ambasciatore ha risposto: "non lo sappiamo, poiché non ha offerto la possibilità di essere processato sulla questione". A suo avviso "se non è colpevole dovrebbe andare in Turchia e dimostrare la sua innocenza".

Saygili non ammette nemmeno critiche riguardo alla libertà di espressione e di stampa. "Qui si parla sempre in modo unilaterale della Turchia", afferma. L'ambasciatore - in carica da quattro mesi e mezzo - definisce peraltro come non teso il rapporto fra Berna e Ankara. La Turchia ha sempre guardato alla Svizzera come a un partner di fiducia, sottolinea il diplomatico.

SDA-ATS

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