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Le vittime dell'amianto che si ammalano più di dieci anni dopo l'ultimo contatto con questo pericoloso minerale non possono più chiedere un risarcimento danni al datore di lavoro. Secondo il Tribunale federale il termine di prescrizione non comincia con l'insorgere della malattia.

Il caso oggetto della sentenza pubblicata oggi riguarda un ex dipendente deceduto della Maschinenfabrik Oerlikon (oggi Alstom Svizzera). Il Tribunale federale ha respinto il ricorso delle due figlie.

Per i supremi giudici di Losanna, il diritto a ottenere un risarcimento dall'ex datore di lavoro si scontra con il termine di prescrizione di dieci anni. Nel caso di una esposizione alle fibre di amianto, questo comincia da quando il lavoratore cambia impiego o non è più esposto a questa sostanza cancerogena.

L'operaio in questione aveva lavorato tra il 1966 e il 1978 negli stabilimenti di Oerlikon venendo a contatto con le fibre di amianto. Soltanto nel 2004 i medici gli avevano tuttavia diagnosticato un cancro della pleura. L'uomo è deceduto un anno dopo a causa della malattia, dopo aver intentato un processo all'ex datore di lavoro per ottenere un risarcimento.

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SDA-ATS