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La parità linguistica nell'amministrazione federale deve essere migliorata. Per questo motivo i colloqui d'assunzione devono essere organizzati in modo da avere condizioni comparabili per i candidati di qualsiasi lingua nazionale.

Lo propone un'analisi effettuata dal Centro scientifico di competenza per il plurilinguismo dell'Università di Friburgo e dal Centro per la democrazia di Aarau (ZDA).

I candidati italofoni e francofoni durante tali incontri sono più spesso confrontati con il tedesco che i tedescofoni con il francese o l'italiano, indicano gli autori dello studio pubblicato oggi.

Per garantire la parità di trattamento devono essere fatti più sforzi per impiegare più italofoni nelle unità dell'amministrazione federale fuori dal Ticino. Le competenze della terza lingua nazionale degli altri impiegati devono inoltre essere migliorate.

Il rapporto approvato a marzo dal Consiglio federale "Promozione del plurilinguismo" per il periodo 2008-2014 ha mostrato che nelle classi di salario più alte gli svizzerotedeschi sono chiaramente sovrarappresentati a scapito degli italofoni.

Tra i quadri con un salario mensile di oltre 20'000 franchi il 72,5% è tedescofono (nel Dipartimento federale di giustizia e polizia sono persino il 93%); i francofoni raggiungono il 21,9% mentre gli italofoni, con il 4,8%, sono ancora chiaramente sottorappresentati.

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SDA-ATS