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Amnesty: Google e Facebook minacciano i diritti umani

Google e Facebook "giganti della sorveglianza", secondo Amnesty International. KEYSTONE/AP sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 novembre 2019 - 11:28
(Keystone-ATS)

La sorveglianza "onnipresente" operata da Facebook e Google su miliardi di persone rappresenta una "minaccia sistemica" ai diritti umani. L'accusa arriva da Amnesty International.

In un rapporto intitolato "I giganti della sorveglianza", la ong riconosce il ruolo positivo di Google e Facebook nel "connettere il mondo e fornire servizi cruciali a miliardi di persone", ma evidenzia pure i rischi per la privacy e auspica una "trasformazione radicale" del modello di business dei due giganti del web.

Per Amnesty, il modello di business di Facebook e Google - basato sulla raccolta dei dati degli utenti, sul tracciamento delle attività online e sulla loro categorizzazione a fini pubblicitari - consente agli utenti di "godere dei diritti umani online solo sottomettendosi a un sistema basato sull'abuso dei diritti umani".

In questo comportamento, Amnesty ravvisa in primo luogo "un attacco al diritto alla privacy su una scala senza precedenti", con effetti a catena che mettono a rischio una serie di altri diritti, dalla libertà di espressione e opinione, al diritto alla non discriminazione.

"Google e Facebook dominano le nostre vite moderne, accumulando un potere senza pari sul mondo digitale con la raccolta e la monetizzazione dei dati personali di miliardi di persone", afferma il segretario generale di Amesty International, Kumi Naidoo. "Il loro controllo insidioso della nostra vita digitale mina l'essenza stessa della privacy ed è una delle principali sfide per i diritti umani della nostra era".

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