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La propensione verso le vaccinazioni obbligatorie è stata un motivo determinante per l'approvazione (68,3% di "sì") della revisione della legge sulle epizoozie. È quanto rivela l'analisi VOX, pubblicata oggi, sul risultato della votazione federale del 25 novembre 2012.

Sebbene la vaccinazione obbligatoria non fosse l'argomento di voto, l'87% dei favorevoli ha messo un sì nell'urna, a fronte del 76% dei contrari al vaccino. Quest'ultima percentuale non sorprende poiché il comitato degli oppositori aveva chiaramente indicato di temere la vaccinazione coatta per gli animali.

Simpatizzanti UDC divisi

Sul piano politico, gli aderenti al PS, al PPD e al PLR hanno seguito a larga maggioranza le raccomandazioni dei loro partiti. I simpatizzanti dell'UDC, invece, hanno avuto un comportamento più diviso: il 56% ha votato contro la modifica della legge, seguendo così la raccomandazione del gruppo parlamentare e non quella dell'assemblea dei delegati.

Anche la fiducia nel governo e l'attribuzione di maggiori competenze alla Confederazione hanno avuto un ruolo importante nella presa di decisione: chi ha fatto affidamento alle raccomandazioni governative e voleva una maggiore centralizzazione in questo ambito, ha approvato la revisione in modo chiaro (rispettivamente 79% e 78% di "sì"). Invece, soltanto il 45% di coloro che non hanno fiducia nel Consiglio federale e il 56% di chi sostiene un rafforzamento del federalismo hanno votato "no".

Altri motivi determinanti per l'approvazione della modifica legislativa: più efficienza nella prevenzione di epizoozie (21%), maggiore protezione della salute degli animali e della popolazione (16%), revisione di una legge antiquata (15%) e centralizzazione della lotta alle epizoozie (12%). Come detto, il 42% di chi ha votato "no" ha voluto esprimere la propria contrarietà alle vaccinazioni prescritte dallo Stato.

Scarsa partecipazione

Infine, la scarsa percentuale al voto (26,9%) - la più bassa da quarant'anni a questa parte per un referendum facoltativo - è da ricondurre all'interesse ridotto del contenuto della votazione. Per i pochi che hanno votato la scelta non è stata, inoltre, particolarmente difficile.

L'analisi VOX si basa su un sondaggio post-votazioni effettuato dall'Istituto di ricerche gfs.berna e dall'istituto di scienze politiche dell'Università di Zurigo. Il campione è stato di 1517 persone aventi diritto di voto, di cui il 53% dalla Svizzera tedesca, il 27% dalla Romandia e il 20% dalla Svizzera italiana. Il margine di errore è di circa +/- 2,5 punti percentuali.

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SDA-ATS