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Anche la Colombia si infiamma, coprifuoco a Bogotà

Le proteste raggiungono un altro paese latino-americano. KEYSTONE/AP/IVAN VALENCIA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2019 - 20:15
(Keystone-ATS)

Anche la Colombia si infiamma. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il paese per rivendicare i diritti sociali sulla scia delle proteste che attraversano l'America latina, dal Venezuela all'Ecuador, dal Cile alla Bolivia.

E a Bogotà è scattato il coprifuoco, scatenando le polemiche. Ma le proteste in realtà non hanno riguardato solo la capitale e si sono estese anche a Cali, Medellin, Bucaramanga e Barranquilla, dove la gente ha manifestato contro la politica del governo del presidente Ivan Duque su temi chiave come pensioni, occupazione e istruzione, e per condannare l'esasperante e poco conosciuta striscia di assassinii di leader sociali indigeni. Non senza incidenti. Nelle ultime 48 ore di mobilitazione, per lo più pacifiche, tre persone sono morte nel dipartimento della Valle del Cauca in seguito agli scontri con la polizia e almeno 200 sono rimaste ferite.

Ad arroventare un clima già teso anche un attentato con cilindri esplosivi contro un commissariato di polizia di Santander de Quilichao, nel dipartimento del Cauca, che ha causato la morte di tre agenti ed il ferimento di altri sette. Le autorità locali hanno assicurato, comunque, che si è trattato di un episodio non collegato con le proteste sociali.

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