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Didier Burkhalter e altri 41 ministri degli affari esteri di Stati membri del Consiglio d'Europa hanno lanciato oggi un appello comune in favore dell'abolizione della pena di morte. Si tratta - si legge nel testo - di un tipo di giustizia fondamentalmente "disumano" e "insopportabile". L'iniziativa avviene in concomitanza con l'11esima Giornata mondiale contro la pena di morte.

L'appello - che è stato pubblicato in Svizzera in tre quotidiani: il "Corriere del Ticino", "Le Temps" e la "Luzerner Zeitung" - sottolinea come l'abolizione della pena capitale sia un obiettivo difficile da raggiungere. È quindi importante tentare di sensibilizzare anche i Paesi che ricorrono ancora a questa pratica in nome della giustizia.

Sono 58 gli Stati che ancora la contemplano, mentre vent'anni fa erano circa il doppio. La maggior parte dei Paesi sarebbe favorevole all'istituzione di una moratoria universale.

La Svizzera intende impegnarsi più fermamente in questa campagna: il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) ha elaborato una strategia che mira all'abolizione globale della pena capitale entro il 2025. Berna rafforzerà inoltre il suo impegno sul piano multilaterale presso l'Assemblea generale dell'ONU, il Consiglio dei diritti dell'uomo, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa(OSCE) e il Consiglio d'Europa.

Secondo Amnesty International, lo scorso anno sono state pronunciate 1722 condanne a morte. Almeno 682 esecuzioni sono state segnalate in 21 Paesi, la maggior parte in Iran, Iraq, Arabia Saudita e Stati Uniti. Questi dati non includono le "migliaia di esecuzioni" che secondo l'organizzazione umanitaria avrebbero luogo in Cina.

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SDA-ATS