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Continua la campagna di repressione dell'immigrazione illegale in Arabia Saudita, ma l'arresto di migliaia di stranieri in situazione irregolare sta cominciando a creare problemi all'economia del Paese, in particolare ai settori del commercio, dell'edilizia e dell'insegnamento privato.

Proprio ieri, giorno in cui scadevano i termini dell'amnistia reale, pattuglie della polizia hanno arrestato circa 4'000 persone a Gedda, nell'ovest, mentre nella capitale Riad sono finiti in carcere oggi 818 stranieri immigrati illegalmente.

In seguito all'amnistia, negli ultimi sette mesi sono già partiti dal regno circa un milione di stranieri "clandestini" che non avevano potuto regolarizzare la loro situazione, e la popolazione saudita ne sta subendo le conseguenze. Anche l'attività commerciale ne risente, con molti negozi che non hanno aperto per mancanza di commessi. In crisi anche numerosi cantieri edili dove i lavori procedono a rilento e in alcuni casi hanno dovuto essere interrotti.

La mancanza di manodopera potrebbe far chiudere nel giro di pochi giorni anche le panetterie mentre stamattina alcune scuole private, che ieri erano rimaste chiuse, hanno regolarmente aperto agli studenti dopo aver ricevuto l'assicurazione che i loro insegnanti non saranno "disturbati" almeno fino alla fine del primo semestre, in dicembre.

In Arabia Saudita, a fronte di circa 27 milioni di abitanti, vi sono nove milioni di immigrati. La autorità hanno cercato di "sfoltire" queste presenze, ufficialmente per favorire l'occupazione dei sauditi il cui tasso di disoccupazione è al 12,5%. Ma non tutti i lavori fatti dagli immigrati sono graditi agli abitanti del regno. Da ciò le situazioni di criticità economica denunciate a vari livelli.

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SDA-ATS