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"Noi sosteniamo che Israele è l'unico e il solo che deve essere sospettato della morte di Yasser Arafat". Lo ha detto stamane, in una conferenza stampa a Ramallah, Tawfiq al-Tirawi, capo dell'intelligence palestinese e membro della Commissione di inchiesta dell'Autorità nazionale palestinese sulla morte di Arafat, avvenuta l'11 novembre 2004 in un ospedale militare francese.

L'ipotesi che il leader palestinese sia rimasto vittima di un avvelenamento al polonio 210 è stata giudicata probabile dal Centro universitario romando di medicina legale di Losanna, che ha reso noto ieri le sue conclusioni. L'intossicazione si sarebbe verificata una trentina di giorni prima del decesso.

L'indagine "non si ferma qui e faremo di tutto per raggiungere la verità, per il popolo palestinese, per i paesi arabi nostri amici e per la famiglia di Yasser Arafat", ha detto il capo della Commissione di inchiesta palestinese al-Tirawi.

"Quello che è sicuro è che il leader storico dell’Olp non è morto di cause naturali, per una malattia o più semplicemente di vecchiaia", ha detto Abdullah Al Bashir, membro della Commissione di inchiesta. Al Bashir ha ricordato che secondo il team degli esperti russi "non ci sono abbastanza prove che la morte di Yasser Arafat sia stata causata dall'esposizione al polonio 210", mentre gli esperti svizzeri "supportano moderatamente la teoria dell'avvelenamento dall'agente radioattivo".

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SDA-ATS